Economia

Cosa sono le criptovalute

Cosa sono le criptovalute

Gli ultimi mesi del 2017 sono stati particolarmente importanti per i bitcoin, la prima criptovaluta mai inventata, che ha visto il suo valore superare i 15.000 dollari, per poi assestarsi intorno ai 12.000 dollari, per singolo bitcoin.

Visto che diverse testate giornalistiche hanno parlato di questo evento, ormai chiunque sa cosa sia un bitcoin, o almeno ne ha sentito parlare. Diversa la realtà delle altre criptovalute, sconosciute ai più, anche se ormai particolarmente interessanti per chi investe in questo ambito.

Cos’è una criptovaluta

Una criptovaluta è una moneta digitale che si basa su un protocollo peer-to-peer e su un sistema crittografico di gestione. Il sistema di controllo e gestione dei bitcoin è chiamato Blockchain e viene utilizzato anche da altre criptovalute. Ce ne sono alcune però che sfruttano sistemi diversi, che hanno peculiarità molto simili a blockchain.

Stiamo parlando di valute che non sono correlate ad una banca centrale, ma che sono gestite direttamente da coloro che le utilizzano. Il valore di queste monete è correlato direttamente alle leggi di mercato, anche perché ogni sistema parte dal presupposto che di ogni valuta digitale esista una quantità prefissata, che in alcuni casi aumenta nel tempo, ma senza superare un valore preciso stabilito al momento della nascita della valuta.

Maggiore è l’interesse degli investitori e maggiore sarà, di conseguenza, il valore di una moneta digitale. Nel caso dei bitcoin stiamo parlando di un valore che era di pochi centesimi di dollaro nel 2009, oggi salito fino oltre i 12.000 dollari.

Il valore ripple invece è molto inferiore, anche perché questa criptovaluta è nata nel 2013. Nel 2017 il numero delle criptovalute disponibile al mondo ha superato la cifra di 30, che sembra destinata ad aumentare progressivamente con il passare del tempo.

L’interesse dei governi

Fino ad oggi solo pochissimi governi hanno legiferato per frenare la diffusione delle criptovalute. La Cina e il Vietnam infatti hanno deciso che sul loro territorio nazionale non è possibile utilizzare bitcoin o altre valute digitali. La motivazione è correlata alla paura che tali sistemi siano usati per riciclare il denaro da parte delle organizzazioni criminali di tutto il mondo.

Nessun altro Paese ha legiferato su tale argomento, anche perché risulta complesso agire in questo senso, visto che le criptovalute sfuggono a qualsiasi tipo di regola di mercato o di legislazione comune. Sono tanti invece i governi che si sono detti interessati al sistema di gestione delle monete digitali, tra cui ad esempio Dubai e l’Australia.

Visto che tali valute sono gestite tramite un sistema elettronico ogni spostamento e transazione è perfettamente tracciabile. Se le valute nazionali fossero elettroniche, con zero possibilità di renderle liquide, ogni governo avrebbe un perfetto controllo degli averi economici dei suoi cittadini.

Si potrebbe dire addio al lavoro nero e al mancato pagamento di qualsiasi tipo di imposta. Qualsiasi tipo di lavoro dovrebbe essere fatturato, perché le spese e i pagamenti che lo riguardano sarebbero tracciabili. Niente più evasori fiscali, che sono una delle maggiori problematiche del nostro Paese.

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