Economia

Fondi comuni e ETF: caratteristiche e differenze

Fondi comuni e ETF: caratteristiche e differenze

Fondi comuni e ETF rappresentano due prodotti finanziari di comune investimento per centinaia di migliaia di italiani. Ma quali sono le loro caratteristiche? E quali sono le loro differenze?

Cerchiamo di scoprirle insieme, sinteticamente, nelle seguenti riflessioni preliminari.

Fondi comuni

Il fondo comune è uno strumento di investimento molto conosciuto, e particolarmente “caro” per tutti quei risparmiatori che si avvicinano al mondo degli investimenti finanziari. Si tratta infatti di impiegare il proprio denaro in uno strumento la cui scelta dei singoli titoli verrà effettuata dal gestore del fondo, che sarà pertanto rivestito di una simile “delega”.

Il patrimonio del fondo comune sarà separato rispetto a quello della società di gestione, e l’investitore non deterrà direttamente i titoli contenuti nel portafoglio, bensì un numero di quote del fondo proporzionale all’investimento.

I costi del fondo comune possono essere riassunti in commissioni di ingresso e di uscita (alcuni fondi possono però azzerare tali oneri), commissioni di gestione (che gravano a monte sull’intero patrimonio del fondo) e commissioni di performance (che gravano una volta raggiunti certi risultati predefiniti).

ETF

Gli ETF (ma lo stesso può valere per gli ETF o gli ETN) sono dei fondi la cui compravendita può essere effettuata sui mercati regolamentati, in orari di Borsa aperta. Pur avendo molte caratteristiche dei fondi comuni di investimento, sono dunque negoziati come le azioni o le obbligazioni, su un mercato telematico.

Dei vari exchange traded products, il più simile ai fondi comuni di investimento di cui abbiamo parlato qualche riga fa sono gli ETF: si tratta di un prodotto che replica in modo automatico un paniere prestabilito, con una gestione tipicamente “passiva” che si contrappone alla gestione “attiva” del fondo.

In altri termini, mentre il gestore del fondo comune cerca di battere il “benchmark” che avrà preso come riferimento, il gestore dell’ETF si limita a replicare il contenuto del benchmark. Da ciò ne deriva l’assenza di un vero e proprio gestore fisico, e il fatto che i costi annuali di investimento nell’ETF siano più bassi, non essendoci una gestione – appunto – attiva.

A completamento di quanto sopra, ricordiamo che gli ETC sono strumenti simili agli ETF, ma che investono su future di materie prime o su metalli preziosi fisici, o su una combinazione delle due diverse forme precedenti, e ne replicano le prestazioni. Tecnicamente tali strumenti, a parte quelli che investono su metalli preziosi fisici, assumono la forma di obbligazioni cartolarizzate dell’investimento in future e sono garantite da un collaterale.

Gli ETN sono invece strumenti utilizzati prevalentemente per l’investimento in leverage sulle valute e sugli indici di Borsa. A differenza degli ETF non sono dei veri e propri fondi, ma sono sicuramente delle obbligazioni cartolarizzate.

Già da questi pochi spunti dovrebbe essere evidentemente chiaro come in realtà fondi comuni di investimento, ETF, ETC e ETN siano strumenti piuttosto diversi tra di loro, e come pertanto necessitino di essere interpretati e valutati come investimenti non perfettamente sostituibili o alternativi: tenetelo a mente! Per aiutarvi potete consultare online molte guide di trading (come quelle presenti sul sito www.transitionstrading.com), che vi possono aiutare nella valutazione dei vostri investimenti finanziari.

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