Fisco e Tasse

Rottamazione Equitalia, ecco cosa cambia per il contribuente

Rottamazione Equitalia, ecco cosa cambia per il contribuente

Equitalia, la società pubblica che ha aperto i battenti nel 2007 e che si è sempre occupata di riscossione delle imposte a livello nazionale (con l’eccezione della Sicilia) e anche per conto dei comuni, chiuderà i battenti e lascerà il posto ad un nuovo organo, sostanzialmente differente, che si chiamerà Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Equitalia è stato il primo tentativo da parte dello Stato di centralizzare la riscossione delle tasse. Prima di allora, infatti, almeno quaranta diverse società ed istituti bancari si occupavano di recupero dei crediti.

Lo scopo dell’abolizione di Equitalia è soprattutto quello di cambiare una volta per tutti il controverso rapporto, fisiologicamente in conflitto d’interesse, fra cittadino e Fisco. Inoltre il nome di Equitalia negli anni era diventato un vero e proprio spauracchio per i cittadini: le cartelle esattoriali e l’aggio erano temutissimi. Va da sé però che tale aggio era dovuto per legge fiscale, e non dipendeva dalla discrezionalità della società.

Sta di fatto che con il nuovo organo non si avrà solamente un mutamento di nome rispetto ad Equitalia, ma un vero e proprio radicale cambiamento. Secondo la Legge di Bilancio, dal 1 luglio del 2017 Equitalia confluirà nel nuovo ente, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che si doterà di un proprio statuto previsto entro il 30 aprile del 2017 per mezzo di un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Vediamo quali saranno i maggiori cambiamenti nel passaggio da Equitalia ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (e non Equientrate, come si era suggerito).

La forma del nuovo Ente

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per iniziare, non sarà una società pubblica partecipata (come avveniva per Equitalia) ma sarà al contrario un dipartimento interno all’Agenzia delle Entrate.

Detto dipartimento avrà lo scopo non solo di riscuotere i crediti dell’Agenzia delle Entrate, ma anche di altre pubbliche amministrazioni, come Inps, Inail e via dicendo. Anch’essa si occuperò di riscossione dei tributi a livello nazionale, sempre con l’eccezione della Sicilia, della quale si occupa la Riscossione Sicilia SpA.

La disciplina dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è contenuta nel decreto Legge 193/2016. Tale decreto ci informa innanzitutto di come sarà liquidata Equitalia: come abbiamo anticipato, detta liquidazione avverrà il 1 luglio del 2017. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà un ente pubblico economico, messo sotto vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il Presidente di questo nuovo ente sarà il direttore dell’agenzia: ci troveremo di fronte, quindi, ad un sostanziale accentramento di poteri in quanto l’Agenzia delle Entrate non dovrà occuparsi solamente della fase di accertamento del tributo, ma anche della riscossione coattiva.

Una grande novità rispetto ad Equitalia.

Perché Agenzia delle Entrate-Riscossione potrebbe essere peggio di Equitalia

Si è discusso abbastanza sulla possibilità che questo nuovo ente incaricato della riscossione dei tributi possa addirittura essere ‘peggio’ di Equitalia. Effettivamente, per quanto non si abbia ancora visto all’opera l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, possiamo notare che questo Ente sarà dotato di poteri molto più incisivi e molto più penetranti rispetto a quelli dei quali disponeva Equitalia.

Il nuovo ente avrà più poteri di conoscenza nei confronti della situazione economica del cittadino. Per esempio, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà avere accesso alle banche dati di enti creditori. Poteri che erano esclusi in capo ad Equitalia. I nuovi poteri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione si esprimono anche nella fase di riscossione, grazie a questo potere d’informazione.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà conoscere più informazioni sugli enti creditori al fine di agire in recupero delle somme non pagate. Questa possibilità è prevista esplicitamente nell’articolo 3 del decreto legge 193/2016, che viene rubricato appunto ‘Potenziamento della riscossione’.

ART. 3. Al fine di garantire la continuita’ e la funzionalita’ delle attivita’ di riscossione, e’ istituito un ente pubblico economico, denominato «Agenzia delle entrate-Riscossione» sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze. L’Agenzia delle entrate provvede a monitorare costantemente l’attivita’ dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, secondo principi di trasparenza e pubblicita’. L’ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa’ del Gruppo Equitalia di cui al comma 1 e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. L’ente ha autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione. Ne costituiscono organi il presidente, il comitato di gestione e il collegio dei revisori dei conti.

Questo articolo spiega che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può utilizzare banche dati ed informazioni alle quali è autorizzata ad accedere anche per l’attività di riscossione nazionale. Non solo, ma l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può acquisire ed utilizzare anche informazioni riguardo a rapporti di lavoro e impiego, accedendo alle banche dati dell’INPS in via telematica.

Come possiamo intuire, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è dotata di poteri molto più incisivi rispetto a quelli di Equitalia. Un esempio pratico: la nuova Agenzia potrà trovare facilmente i redditi nascosti dei debitori, potendo accedere alle banche dati di Comuni, dell’INPS, ecc.; potrà conoscere la situazione lavorativa di un dipendente, anche ai fini della riscossione e quindi dell’eventuale pignoramento.

In un soggetto unico, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, sono accentrati i poteri di colui che accerta l’imposta e colui che la può riscuotere.

Sospensione dell’aggio

Si paventa anche la possibilità della soppressione (in via legislativa, ovviamente) dell’aggio di riscossione sulle cartelle di pagamento. L’aggio di riscossione consisteva in una percentuale aggiuntiva a carico del contribuente, che era volta a pagare il costo della riscossione, e quindi sostanzialmente a ‘stipendiare’ il lavoro di Equitalia nella riscossione dei tributi. L’aggio, con Equitalia, era fissato ad una percentuale del 6%, e quindi molto significativa (specialmente sui grandi importi). Ovviamente verrebbero mantenuti gli interessi legali maturati sull’imposta da pagare.

La rottamazione di Equitalia

Attraverso la rottamazione di Equitalia, Agenzia delle Entrate-Riscossione spera di ottenere entro il 2017 almeno 2 miliardi di euro per la definizione agevolata delle cartelle esattoriali; 1,7 miliardi di euro fra 2017 e 2019 grazie al potenziamento ‘della riscossione’.

I debiti pendenti di Equitalia che fine fanno?

Una domanda che molti contribuenti si sono posti è la seguente: ma che fine faranno, in seguito alla rottamazione di Equitalia, i debiti pendenti con la stessa?

Il primo articolo del già citato Decreto fiscale dà la risposta a questa domanda: la soppressione di Equitalia non fa venire meno i tributi che sono dovuti dai cittadini, ma essi passano in capo al soggetto che prende il posto di Equitalia, e cioè all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

ART. 1. A decorrere dal 1° luglio 2017 le societa’ del Gruppo Equitalia sono sciolte. Le stesse sono cancellate d’ufficio dal registro delle imprese ed estinte, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto e’ fatto divieto alle societa’ di cui al presente comma di effettuare assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia
tipologia contrattuale.

Tale ente, secondo la legge, subentra ‘a titolo universale’ in ogni rapporto giuridico ‘attivo e passivo’ di Equitalia. Quindi la scomparsa di Equitalia, attesa per il 1 luglio 2017, non farà venir meno alcun debito: cambierà solamente il creditore. Non ci sarà, insomma, nessuna cancellazione delle imposte dovute dai contribuenti allo Stato.

Questo però non toglie che ovviamente si potrebbe incorrere nella prescrizione del debito con Equitalia. Se l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non notificasse per tempo ai contribuenti le cartelle esattoriali, allora potrebbe verificarsi la prescrizione; e non è da escludere che nel periodo di transizione – fra la riorganizzazione degli uffici da Equitalia all’Agenzia delle Entrate-Riscossione – questo possa facilmente accadere.

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