Lavoro

Contratto nazionale del commercio: ecco com’è cambiata la retribuzione dei lavoratori

Contratto nazionale del commercio: ecco com’è cambiata la retribuzione dei lavoratori

E’ stato rinnovato lo scorso anno il cosiddetto contratto nazionale del commercio che, dal primo aprile del 2015, regola la posizione di oltre 3 milioni di lavoratori. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo una lunga concertazione hanno infatti trovato un accordo per il rinnovo  di un documento importantissimo nel settore terziario.

L’intesa ha stabilito un aumento salariale di 85,00 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli e da erogare in 5 tranche. L’accordo prevede, inoltre, un elemento economico di garanzia per l’effettiva affermazione del secondo livello di contrattazione quantificato in 90,00 euro per le aziende con più di 10 dipendenti e in 80,00 euro per le aziende al di sotto dei 10 dipendenti da rapportare in scala parametrale per i diversi livelli.

Si è trattato di una svolta importantissima, frutto di una lunga concertazione perché il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e, per quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato e di somministrazione a tempo determinato, tra tutte le aziende del terziario di mercato – distribuzione e servizi- che svolgano la propria attività con qualsiasi modalità, ivi comprese la vendita per corrispondenza ed il commercio elettronico, appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati ed il relativo personale dipendente.

Al fine di valorizzare le caratteristiche proprie di ciascun settore di attività ed accrescere la riconoscibilità di aziende e lavoratori nell’ambito del presente CCNL, le parti hanno individuato nella sfera di applicazione due differenti macro settori merceologici, Commercio e Servizi, all’interno dei quali si collocano tutte le aziende del terziario della distribuzione e dei servizi. All’interno del settore “Commercio” sono state quindi definite le seguenti aree di attività: dettaglio/ingrosso tradizionale; distribuzione moderna e organizzata; importazione, commercializzazione e assistenza veicoli e ausiliari del commercio e commercio con l’estero.

Nell’ambito del settore “servizi” sono state invece individuate le aree ICT; servizi alle imprese/alle organizzazioni, servizi di rete, servizi alle persone. Nello specifico, è stato inoltre definito un altro aspetto molto importante, il cosiddetto contratto di inserimento, ovvero contratto di lavoro diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo.

Questo contratto riguarda i soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni; i disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni; i  lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro; i lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni; le donne di qualsiasi età residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministro dei lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico.

Questo nuovo tipo di contratto, assieme alle nuove retribuzioni, rappresenta un grosso passo in avanti per il miglioramento delle condizioni lavorative in un settore che, come detto, interessa oltre 3 milioni di persone in Italia.

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