Lavoro

Segnaletica sul lavoro: un simbolo di sicurezza

Segnaletica sul lavoro: un simbolo di sicurezza

L’ambiente lavorativo, come molti altri, deve presentare standard di sicurezza adeguati per garantire l’incolumità degli addetti. Per adempiere a questo compito, strumenti essenziali sono le etichette segnaletiche, che mostrano come l’informazione e la comunicazione possano essere efficaci per salvaguardare il personale. Far sì che le indicazioni siano corrette, permette anche di aspirare a una semplificazione dei processi, riducendo al minimo i rischi di infortunio e ottimizzando l’organizzazione.

La standardizzazione dei cartelli informativi di sicurezza, garantisce la loro immediata identificazione e la comprensione della tipologia di pericoli a cui si riferiscono, snellendo l’attuazione delle misure di sicurezza dei locali e degli strumenti da lavoro.

La segnaletica di sicurezza è regolamentata da specifici decreti legislativi, che illustrano quali devono essere le grafiche e le combinazioni di testo che andranno a caratterizzarla, in modo tale da fornire una conformità di criteri di classificazione, per consentire di mettere in atto i comportamenti di prevenzione adeguati.

Quali caratteristiche deve avere la segnaletica? E come va collocata?

Il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro qualifica la segnaletica di sicurezza come un mezzo di prevenzione e protezione dei lavoratori. Vuole comunicare, attraverso un messaggio diretto, una possibile situazione di pericolo o disagio per gli addetti, quindi va collocata in qualsiasi situazione in cui vi siano rischi non controllabili con sistemi di tipo tecnologico, né con l’adozione di interventi di tipo organizzativo. I lavoratori non possono in alcun modo modificare o rimuovere i cartelli o gli adesivi per la sicurezza. La rimozione può verificarsi solo qualora non sussista più una situazione rischiosa e per mano di persone debitamente incaricate.

L’efficacia del messaggio si raggiunge seguendo alcune regole per quanto riguarda la collocazione di questi dispositivi: prima di tutto meglio evitare di disporre troppi cartelli ravvicinati tra di loro, dato che ciò andrebbe a compromettere la comprensibilità del segnale. In secondo luogo, vanno evitati i messaggi contraddittori: ciò significa collocare, contemporaneamente nello stesso posto, cartelli che presentano intenzioni di comunicazione agli antipodi. Infine, le indicazioni devono essere poste in modo tale che siano visibili a tutti, da tutte le posizioni che si ritengono fondamentali per far sì che il messaggio giunga a destinazione. Non va trascurata la manutenzione dei segnali, la quale avviene attraverso la loro regolare pulizia.

Cartelli e adesivi per la sicurezza: le tipologie

Per rendere ancora più intuibile l’interpretazione della segnaletica, essa viene catalogata in base al colore e alla forma: tenendo conto di questi parametri, è possibile stilare una classificazione.

I cartelli di divieto presentano una forma rotonda, il cui bordo e banda esibiscono un colore rosso che deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello. Il pittogramma presente sul segnale è nero su fondo bianco: un classico esempio di questa tipologia è la targa che indica il divieto di fumare in un determinato luogo.
Di forma triangolare e col fondo giallo che deve coprire almeno il 50% della superficie del cartello: queste sono le caratteristiche dei cartelli di avvertimento, che in più espongono il pittogramma e il bordo entrambi di colore nero. Tra i più comuni di questa sistematica, è possibile ricordare il segnale che va a indicare un pericolo generico, il quale mostra un punto esclamativo come ideografia.

La fisionomia dei cartelli di salvataggio è invece molto diversa: la loro forma è quadrata o rettangolare, mentre il pittogramma si staglia bianco su sfondo verde che deve coprire almeno il 50% della superficie del segnale. Le uscite di emergenza rientrano a pieno titolo in questa tassonomia.

I segnali per le attrezzature antincendio hanno la stessa forma di quelli di salvataggio, e presentano un’ideografia del medesimo colore: quello che cambia è il fondo, questa volta rosso. Non ancora citati in precedenza, i cartelli di prescrizione fanno parte della famiglia di quei segnali caratterizzati da una forma tonda, anche se, in questo caso, è l’azzurro il colore che padroneggia lo sfondo, su cui spicca un pittogramma bianco.

I più diffusi e in quali ambiti

La divisione sicurezza si propone di valutare tutti i rischi presenti sul posto di lavoro, per poi adottare le misure idonee necessarie, tra cui i cartelli e gli adesivi, per far sì che le mansioni possano essere svolte in totale sicurezza. Emme Cinque è una delle realtà che si adopera per portare a compimento quest’obiettivo.

Ci sono segnali molto generici, che vengono impiegati in contesti anche molto diversi tra di loro, come per esempio il divieto di fumo, o la segnalazione di un’uscita di emergenza, o ancora il cartello che segnala la presenza di un estintore, che si possono trovare in un qualsiasi locale pubblico (i bar o i ristoranti, per esempio), mentre gli adesivi che segnalano la presenza di materiali pericolosi e infiammabili si trovano in quei luoghi, come le autorimesse o i locali di verniciatura, dove si possono verificare incendi o esplosioni. Il cartello di divieto alle persone non autorizzate viene impiegato spesso nei cantieri, così come la prescrizione di adottare calzature di sicurezza obbligatoria.

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