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Nella proposta del governo per il riordino del gioco si può intravedere un blitz?

Nella proposta del governo per il riordino del gioco si può intravedere un blitz?

Come era inevitabile, e come era pure già successo nel caso della presentazione delle altre proposte di bozza d’accordo, il sottosegretario Baretta è stato da qualche parte “applaudito” e da qualche altra parte tacciato di aver effettuato un blitz del Governo per mettere all’angolo le Regioni e gli Enti Locali. Ovviamente, lo stesso sottosegretario non può che difendersi da questa ultima affermazione, in quanto ritiene che sia semplicemente ridicolo parlare di blitz quando il confronto con le altre parti “contendenti” risale al 2014, quando il Parlamento affidò al Governo la delega per una riforma del gioco pubblico.

Con quella delega il Parlamento chiese al Governo di riformare il settore del gioco d’azzardo pubblico e dei casino online migliori per tutelare i minori, contrastare il gioco patologico, combattere il gioco illegale e le infiltrazioni delle organizzazioni criminali: era il 2014 dove si incominciò a trattare con Regioni ed Enti Locali per mettere le basi per un futuribile auspicato accordo sul riordino del gioco pubblico.

Da allora è stato fatto tanto lavoro poiché l’argomento del gioco d’azzardo riveste importanza e delicatezza e questo ha portato a far sì che nella Legge di Stabilità del 2016 si decidesse di affidare alla Conferenza Unificata la definizione delle caratteristiche dei punti vendita ed i criteri per la distribuzione dell’offerta del prodotto gioco nonché deciderne la concentrazione territoriale. E dal 2014, quindi, si è arrivati al 2016 dove nel mese di maggio è stata avviato un confronto con le Regioni e gli Enti Locali, allargato anche a tutte quelle associazioni di categoria che negli anni hanno lavorato sui territori per contrastare il gioco d’azzardo patologico.

In questo ultimo anno sono state presentate alcune bozze d’accordo sulla riforma che sono arrivate ai tavoli della Conferenza Unificata e sono state certamente segno non di debolezza dell’Esecutivo, ma un segnale della volontà di voler trovare la “mediazione migliore” tra le diverse idee che sono state messe in campo.

Sono stati fatti parecchi incontri con svariati esponenti dell’associazionismo sia laico che cattolico ed è stata anche accettata la proposta di rendere pubblico ogni passaggio della Conferenza e degli eventuali accordi che via via venivano intrapresi. Da qui ne è discesa la decisione di discutere del riordino del gioco pubblico prima della pausa estiva, decisione che è stata presa non in modo unilaterale dal Governo, ma all’unanimità nello scorso mese di maggio e proprio in Conferenza Unificata.

Queste righe per fare una sorta di cronistoria dell’accordo sul riordino e per rispondere prontamente alle osservazioni circa il blitz estivo della proposta: i soggetti coinvolti in questa “telenovela ludica” erano tutti a conoscenza di questa data ed avevano anche condiviso la decisione di discutere del gioco prima della pausa estiva: ne sono la riprova alcune proposte di modifica che sono arrivate all’Esecutivo prima dell’ultimo incontro, proposte che sono state accolte ed inserite nella versione definitiva della bozza d’accordo.

A chiusura di queste “riflessioni”, bisogna dire che il compito che il Parlamento ha affidato all’Esecutivo non è certamente quello di proibire il gioco, ma di riportarlo alla sua dimensione naturale di divertimento che può entrare nella vita normale dei cittadini come intrattenimento: ma l’obiettivo altrettanto importante prefissato era quello di mettere un freno all’eccesso dell’offerta del prodotto gioco che si era determinato negli ultimi anni e questo nel tentativo di arginare il gioco illegale.

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